È scomparso il professore Campochiaro, un modello per gli studenti termitani

Fin da ragazzo pensavo che Tindaro Campochiaro (all’incirca mio coetaneo) fosse “unico”. Infatti, già il suo nome e cognome, non ricorrenti fra tutti quelli che conoscevo, lo distinguevano. Ma c’era qualcosa di più sostanziale: naturalmente taciturno, pesava le parole e interloquiva soltanto a proposito, quasi con timidezza e con un sorriso mansueto e bonario, che talvolta poteva apparire sornione.

Da studente pensava più allo studio che allo svago. Infatti, non ricordo abbia mai partecipato alle iniziative promosse dagli universitari, molto attivi a quel tempo, specie nel promuovere feste e festini. Pur conoscendoci da sempre, non abbiamo mai fatto grandi discorsi, forse perché le “chiacchiere” non ci appassionavano e peraltro la sua vita era impostata in termini essenziali. Proprio per questo, mi meravigliai molto quando seppi che aveva assunto incarichi nell’ambito della società civile, lui che appariva dedito soltanto alla scuola, alla famiglia e alla campagna, ma in quell’occasione era prevalso lo spirito di servizio.

Nel mondo della scuola era molto stimato e rispettato dagli altri docenti e, soprattutto, dagli studenti che ne apprezzavano la preparazione e la disponibilità, cogliendo anche il carattere forte ed equilibrato dell’uomo e del professore che non aveva bisogno di alzare i toni per essere ascoltato e seguito.

I funerali si svolgeranno oggi (20 dicembre) nella chiesa di Sant’Antonio, alle ore 15.

Testo a cura di Enzo Giunta