Giampiero Amato: storia di un moderno Zampognaro

Ci siamo, Natale è ormai alle porte! Luci splendono e scintillano, tutto è pronto per accogliere il redentore, fuori fa freddo, ma cosa succede ? Nelle strade e nelle “vanelle” della nostra bella Sicilia, un suono magico si espande in ognuna di esse, è la magica musica degli zampognari! Tra Lascari e Gratteri, vive uno di essi, un giovane, un’amante che ha fatto della musica la sua vita, il suo nome è Giampiero Amato.

Chi è Giampiero Amato ?

Giampiero nasce ad Alcamo il 26 agosto del 1992, muove i suoi primi all’età di circa 3 anni appassionandosi verso la melodia e la poesia napoletana trasmessa dai familiari. Piano piamo però la curiosità diventa passione, così come tutti gli artisti, inizia a suonare e cantare in feste private, fino a quando arrivarono i primi ingaggi i primi contatti di lavoro. La passione per la musica si trasforma in quella che oggi è la sua vita, quella del musicista-cantautore.

Dalle Alpi al mare di Lascari

All’età di 5 anni la sua famiglia emigra al nord Italia, qui il giovane Giampiero passerà l’adolescenza fino ai 15 anni. Ma come si può togliere la vista della propria terra ad un siciliano ? Impossibile! Questa lontananza infatti, fece si che l’amore per le proprie radici, per le propria terra (La Sicilia) con le sue tradizioni e le sua cultura, prendessero il sopravvento. Così dopo vari spostamenti per l’Italia, il giovane Giampiero da orecchista autodidatta, viene travolto dalla musica folk/popolare Siciliana che lo porterà a diventare interrpete cantautore polistrumentista.

La “Ciaramedda”

Dategli un paio di forchette e uscirà a farle suonare. Ma scherzi a parte, tra gli strumenti che suona c’è nè uno molto particolare quasi magico (così lo definisce Giampiero Amato) parliamo della Ciaramedda a Paro Siciliana. Cos’è la Ciaramedda ? “È uno strumento autoctono indigeno Siciliano”, spiega Giampiero: “appartenente alla cultura dei Pastori del messinese, precisamente sui monti

Giampiero Amato in costume tipico dello Zampognaro Siciliano.

Peloritani. Molti la confondo con la cornamusa scozzese (che è un parente di questo strumento appartenente alla Famiglia degli aerofoni) ma la Ciaramedda a Paro Siciliana è uno strumento nostro Siciliano presente da secoli, ancora oggi costruito da pochi artigiani che seguono le tecniche dei Maestri del passato”.

Le varie tipologie di Ciaramedda

Pensate che in Sicilia abbiamo addirittua due tipologie di zampogna:

La zampogna a Paro (monti Peloritani) e
La zampogna a Chiave di Monreale che è simile ma differente nella costruzione e nella tecnica per suonarla e perché solitamente la zampogna a paro suona su una struttura armonica in Maggiore, mentre la zampogna a chiave di Monreale solitamente suona su una struttura armonica in Minore. Lo strumento è formato da due corpi:

  • il polmone che è l’otre (sacca in pelle naturale di Capra o capretto con un tubicino per soffiargli all’interno)
  • il testale, le canne melodiche e i bordoni, che vengo realizzati in diverse tipologie di legno come:
    Erica (più pregiato) olivo, olivastro, sorbo, pero, albicocco ed altri legni ben risonanti. Vengono modellati per assumere una ben precisa e caratteristica forma estetica mediante un tornio.
  • la conza ( è il motore, il cuore di una zampogna, cioè sono le ance fatte con delle canne di piccolissima taglia e diametro che lavorate in un certo modo e fissate all’estremità delle canne melodiche e dei bordoni, al passaggio dell’aria proveniente dall’interno dell’otre collegato al testale, vibrando creano le frequenze che riproducono il suono e le note.

Oggi ci sono diversi abili suonatori di questo particolare strumento in tutta la Sicilia, tra cui Giampiero Amato, giovane appassionato nel divulgare e mantenere VIVE le nostre tradizioni, la nostra cultura Siciliana. Un ragazzo d’altri tempi ? Per certi versi si, ma trapiantato nel XXI secolo, un ragazzo dal cuore grande e con quella educazione che pochi oggi possiedono. Uno degli ultimi gentiluomini, ma anche un grande musicista e cantautore.derno