Don Pino Puglisi: verrà stampato un francobollo in occasione dei 25 anni della sua morte

In occasione del venticinquesimo anniversario della morte di Don Pino Puglisi, l’ufficio filatelico e numismatico della Santa Sede ha deciso di rilasciare un francobollo in sua memoria.
Presente nelle prossime emissioni del 2018, il francobollo avrà il valore di un euro e ne verranno stampate all’incirca 360.000 copie.

Chi era Don Pino Puglisi

«Don Puglisi è stato un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo vissuto li sottraeva alla malavita e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà però è lui che ha vinto con Cristo risorto».

Sono queste le parole con cui Papa Francesco spiega in breve chi è Don Pino Puglisi.
Nato a Palermo, il 15 Settembre del 1937, è stato un presbiterio italiano, ucciso il giorno del suo 56° compleanno da Cosa Nostra, a causa del suo costante impegno sociale.
Proclamato beato il 25 Maggio del 2013 al Foro Italico di Palermo, è stato il primo martire riconosciuto ucciso dalla mafia.
Don Puglisi tolse dalla strada ragazzi e bambini che, senza il suo aiuto, sarebbero stati risucchiati dalla vita mafiosa, e impiegati per piccole rapine e spaccio. Il fatto che lui togliesse giovani alla mafia fu la principale causa dell’ostilità dei boss, che lo consideravano un ostacolo. Decisero così di ucciderlo, dopo una lunga serie di minacce di morte di cui don Pino non parlò mai con nessuno.

I francobolli in suo onore

Dalla sera della sua morte sono passati esattamente 25 anni. In questa occasione l’ufficio filatelico e numismatico della Santa Sede ha deciso di ricordarlo con un francobollo commemorativo.
Dopo aver visionato la prima bozza del francobollo, realizzata da Raul Berzosa Fernandez, che raffigurava un Cristo risorto, è stata scelta la seconda bozza realizzata dall’artista Marco Ventura che consiste in un minifoglio da 6 francobolli (dimensioni 130×110 mm) raffiguranti il beato Puglisi circondato dai ragazzi di cui si occupava nel quartiere Brancaccio di Palermo.