“Paladino Himerese” è il nuovo murale a tutela di Termini Imerese e del suo patrimonio culturale

“Paladino Himerese” è un murale, sito in prossimità del cosiddetto palazzo Dallas di Termini Imerese, nella parte bassa della città, realizzato dal giovane artista trentenne termitano Ignazio Di Stefano.
Lo scopo, così come ha dichiarato lo stesso autore dell’opera, è quello di “rivalutare e far rinascere il senso dell’arte a Termini Imerese, che si è perso”. Come accusa a un’industria che per anni ha fornito lavoro ai nostri concittadini ma che al contempo ha deturpato il nostro territorio, “Paladino Himerese” vuole ridare luce e rivalutare opere architettoniche imeresi.

Il messaggio

L’opera infatti rappresenta le più significative architetture termitane: la testa rappresenta il tempio d’Himera, scendendo poi, il busto è formato dall’acquedotto romano e il municipio, la cintura è poi formata dal ponte San Leonardo, mentre le gambe sono costituite dalle mura di porta Palermo. Il paladino è attrezzato di scudo (la Phiale aurea) e gladio (il campanile della via Nicolò Palmeri). Questo gigante antropomorfo rappresenta dunque tutte le varie civiltà che si sono susseguite nella zona imerese. Egli lotta per difendere i termitani dai pericoli derivanti dall’industria, spinto e animato dalle acque termali che scorrono nel suo corpo, idealmente, come sangue. Il mare nero e la piovra simboleggiano appunto l’inquinamento e la malvagità degli uomini che hanno deturpato e deturpano le nostre acque, il nostro terreno, la nostra aria. Questa opera di street art costituisce dunque una denuncia ma anche un tentativo di rivalutare un quartiere di periferia un po’ troppo abbandonato a se stesso e, a volte, anche al degrado.

Le parole di Ignazio Di Stefano

“È un progetto di riqualificazione culturale e territoriale nonché oggetto di tesi specialistica in pittura all’accademia di Belle Arti di Palermo. Il robot di nome Himeratrox è formato da strutture architettoniche appartenenti a diverse epoche termitane ed è raffigurato nello scontro contro un tentacolo di piovra, simbolo di illegalità e corruzione che si innalza da un mare nero e avvolge termini. La scena si svolge a Buonfornello nel territorio imerese”.

Identità e cultura

Un plauso al giovane termitano Ignazio Di Stefano arriva dal sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta e dal vice sindaco Licia Fullone che hanno sostenuto questo suo progetto. La sua opera e la sua arte, fornendosi di un semplice muro come supporto, veicolano un messaggio molto importante e restituisce alla città spazi abbandonati da tempo. Il sindaco Giunta, infatti, ha fatto sapere che sono in programma iniziative simili che oltre al restituire decoro alla città mettono in risalto l’identità della città e promuovono la cultura.