Chiude i battenti la Bienne Sud, lo scoramento degli operai dell’ex indotto Fiat

Un altro pezzo di storia legata alla fabbrica ex Fiat di Termini Imerese si conclude. La prossima settimana i 69 dipendenti della Bienne Sud, azienda dell’ex indotto che si occupava della verniciatura dei paraurti della Lancia Ypsilon, dovrebbero ricevere  le lettere di licenziamento perché l’azienda ha chiuso i battenti per fallimento attività. 

La notizia è pervenuta alla nostra redazione dallo storico “sindaco” degli operai, Michele Russo, che ha commentato: “La nostra azienda ha chiuso i battenti e tutto sembra passare indifferente. Siamo nella disperazione, noi e le nostre famiglie. Un altro pezzo di indotto di Termini Imerese è chiuso e attorno solo silenzio”.

Nei giorni scorsi il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, si è recato a Roma, presso il ministero del Lavoro e della Famiglia, per scongiurare i licenziamenti, ma non c’è stato nulla da fare.

La questione

Dal 29 dicembre scorso gli operai  Bienne Sud non hanno più ammortizzatori sociali. I sindacalisti ed i lavoratori della Bienne Sud, oramai da tempo, non hanno avuto validi interlocutori visto che il legale rappresentante della Società, secondo fonti vicine all’azienda, sembra che sia stato, oramai, dichiarato incapace di intendere e di volere. Questa situazione di stallo al limite del paradosso ha lasciato i lavoratori della Bienne Sud nel limbo  non potendo usufruire né della mobilità (qualora si fosse optato per il licenziamento) né della proroga della cassa integrazione (qualora si fosse inteso proseguire nel rapporto di lavoro).

Proprio per questo la Bienne Nord, società controllante la Bienne Sud, su sollecitazione dei sindacati e del sindaco Francesco Giunta, hanno presentato al Tribunale di Termini Imerese istanza di fallimento. Lo scorso 3 aprile, il Giudice delegato ha ammesso al fallimento l’azienda ed ha nominato un curatore che avrebbe potuto optare per la scelta del licenziamento dei lavoratori o per la richiesta della Cig. Così il sindaco di Termini Imerese il 4 aprile si è immediatamente recato presso il ministero del Lavoro e della Famiglia per tentare di evitare il licenziamento collettivo e ottenere un ulteriore anno di cassa integrazione, ma la legge è chiara: la Cig può essere concessa soltanto per le politiche attive. Condizioni, queste che non riguardano la Bienne Sud, in liquidazione da oltre tre anni, oltre che il palese stato di degrado dello stabilimento non consentirebbe, comunque, un riavvio, in tempi brevi della produzione, sempre ammesso e concesso che il progetto Blutec decolli. 

“Stiamo tentando di fare il possibile per sostenere questi lavoratori – ha affermato il sindaco Giunta -. L’auspicio è quello che le attività di Blutec si attivino in modo da non perdere la mobilità e per poter essere riassunti con delle condizioni favorevoli. Ma tutto passa dal rilancio del sito industriale. Purtroppo, però, non abbiamo importanti novità. Si attende dal 16 marzo l’esito della relazione presentata da Blutec a Invitalia sia per conoscere come sono stati spesi i fondi erogati dal governo nazionale sia per conoscere lo stato di avanzamento del progetto e le garanzie occupazionali – ha  concluso il primo cittadino -. La questione, dunque, al momento è nelle mani del ministero dello Sviluppo Economico e di Blutec, ma noi non resteremo a guardare e, sempre civile e nel rispetto della legalità, siamo pronti ad intraprendere ogni iniziativa di protesta utile a tutelare i lavoratori e le loro famiglie che vivono momenti drammatici”. 

Duro il commento del segretario Fiom Sicilia, Roberto Mastrosimone

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