Termini Imerese: sfrattati dalla loro abitazione chiedono aiuto alle istituzioni

Era il mese di dicembre quando abbiamo dato la notizia di un uomo anziano che si era cosparso di benzina per darsi fuoco. Il motivo per il disperato gesto lo avevamo raccontato il giorno dopo. L’uomo, insieme alla sua famiglia era stato sfrattato di casa, perché non poteva permettersi di pagare l’affitto.
Oggi, a 5 mesi di distanza, la famiglia è stata avvisata che tra pochi giorni ci sarà lo  sfratto esecutivo e gli inquilini saranno costretti a dover lasciare “l’appartamento” nel quale abitano. Abbiamo raccolto il loro disperato appello, affinché questa famiglia, così come altre, non si ritrovi senza un tetto sotto il quale vivere.

L’appello alle istituzioni

“Quando feci quel gesto ero preso dalla disperazione-racconta l’uomo-, non nego che ancora oggi né io né mia moglie chiudiamo occhio la notte. Quel giorno venne qui il sindaco, Francesco Giunta e con lui l’assessore Messineo, mi calmarono e mi dissero che avrebbero trovato una soluzione, ma da quel giorno, non abbiamo saputo più nulla. Capisco che la situazione burocratica è difficile, così com’è difficile fare il sindaco della nostra città, ma non chiediamo niente, solo un tetto sotto il quale stare”. L’uomo è disperato, così come la moglie che in lacrime guarda il marito mentre ci racconta la loro storia.
I miei genitori non possono finire sotto un ponteinterviene la figlia-, non si può permettere che una famiglia sia costretta a finire senza un tetto sulla testa”.

Abbiamo bisogno di un posto dignitosoafferma la moglie-. Non possiamo andare a dormir sotto un ponte, non possiamo finire in mezzo ad una strada. Abbiamo bisogno di aiuto”. 

Infine, la famiglia ci tiene a ringraziare gli assistenti sociali e il grande lavoro che stanno facendo per loro.
Senza gli assistenti sociali non sarei qui in questo momento -afferma il capofamiglia-, loro mi stanno aiutando tantissimo, specialmente psicologicamente e da parte mia un grazie non sarà mai abbastanza. Senza il loro aiuto –conclude-, oggi non riuscirei a gestire la situazione così come sto facendo”.

Le condizioni della casa

Nel pomeriggio di ieri, dopo una segnalazione da parte degli istessi nquilini, abbiamo visitato la casa nella quale abitano. In tale occasione, abbiamo avuto modo di constatare le tragiche condizioni dell’immobile.
Si tratta di una casa piena di umidità, nella quale sono presenti preoccupanti crepe sia nel soffitto, che sui muri. Inoltre, è da sottolineare come più volte si sia sfiorata la tragedia.
Qualche mese fa, infatti, è caduto un pezzo dell’intonaco posto nella parte superiore del balcone, in quell’occasione il figlio della coppia non è stato colpito quasi per miracolo, successivamente dal balcone del piano superiore si è staccato un altro grosso pezzo d’intonaco, cadendo nel balcone degli inquilini del primo piano. Anche in questo secondo caso, fortunatamente non è successo nulla, ma è giusto precisare che anche la via sia stretta e ciò può essere pericoloso per coloro che la attraversano piedi o con gli scooter.

Alleghiamo successivamente le foto.

La volontà nel voler pagare l’affitto, ma l’impossibilità economica

La mancanza di lavoro è un grave problema che affligge il nostro paese da ormai molti anni.
Mentre parlavamo, l’uomo ci ha raccontato con le lacrime agli occhi quanti sacrifici ha fatto per far stare bene la sua famiglia.
“Sono una persona onesta, ho sempre lavorato con dignità, ma quando il lavoro inizia a mancare, la vita diventa difficile -ci ha raccontato -. Abito in questa casa con la mia famiglia da circa sedici anni. È vero, le difficoltà economiche spesso mi hanno portato a non poter pagare l’affitto e quel poco che guadagnavo lo mettevo da parte per il mangiare, ma credetemi, quando potevo davo alla padrona di casa anche i soldi arretrati. Non si tratta di non voler pagare –ripete più volte l’uomo-, ma no ne ho le possibilità”.

 

Le foto della casa