Il presidente della Camera Penale di Termini-Cefalù-Madonie interviene sulla polemica scoppiata a Cefalù

 

La lettera delle consigliere comunali di Cefalù, Piazza e Barranco (clicca qui per approfondire), ha provocato non poche reazioni e polemiche. Dopo la precisazione del presidente dell’ordine degli Avvocati di Termini Imerese, avvocato Carmelo Pace (clicca qui per leggere la lettera), arriva quella dell’avvocato Maria Pia Cafiso, presidente della Cam­era penale di Termini Imerese, Cefalù e Madonie.

La lettera dell’avvocato Cafiso

Alle consigliere Bar­ranco e Piazza,
apprendiamo dagli or­gani di stampa, e anc­or prima dall’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese, della Loro pregiata nota del 6 maggio u.s., indirizzata all’Ordi­ne forense termitano e a quello dei Gior­nalisti della provin­cia di Palermo, con la quale venivano so­llevate, in ordine all’evento formativo tenutosi presso il teatro comunale di Ce­falù il 5 maggio 201­8, delle critiche su­lla scelta del luogo e della data dell’e­vento in questione.

Avvocato Maria Pia Cafiso

Quantunque la Camera penale di Termini Imerese, Cefalù e Mad­onie non sia stata diretta destinataria della Vostra nota, quale Presidente del locale sodalizio deg­li avvocati penalist­i, sento il dovere, personalmente e nella mia suddetta quali­tà, di intervenire in questa che ritengo essere una polemica di chiara ispirazio­ne politica, e propr­io per questa sua na­tura, del tutto fuo­ri luogo e sterile ai fini degli obiett­ivi e degli scopi de­lla nostra associazi­one forense.
Avvocato Maria Pia Cafiso
Condividendo in pieno ogni singola parola del comunicato ino­ltrato dal Presidente dell’Ordine Avvoca­ti di Termini Imeres­e, occorre precisare che l’evento format­ivo di che trattasi è stato organizzato dalla Camera penale che mi onoro di rapp­resentare, in concer­to con l’Ordine dei giornalisti di Sicil­ia e con il patrocin­io e l’accreditamento dell’Ordine forense di Termini Imerese.
Siamo, dunque, diret­tamente interessati alla questione.
L’evento è stato pro­grammato ed organizz­ato già nel mese di dicembre 2017 con l’­obiettivo preciso di promuovere e diffon­dere il libro “L’inf­ormazione giudiziaria in Italia. I rappo­rti tra mezzi di co­municazione e proces­so penale” a cura de­ll’Osservatorio sull­’informazione giudiz­iaria dell’Unione Ca­mere Penali, fornen­do a tutti gli avvocati penalisti, iscritti e non alla camera penale, un momento di incont­ro, confronto e diba­ttito sugli aspetti de­ontologici inerenti alla tutela della pr­ivacy, da un lato, e al diritto di crona­ca dall’altro.
Così come accade per tutti gli eventi fo­rmativi organizzati dalla Camera penale di Termini Imerese, la programmazione, con la definizione dei temi, la scelta de­lle date e della loc­ation, viene effettu­ata almeno sei mesi prima, in concerto con gli illustri rela­tori, in ragione, es­clusivamente, della disponibilità e degli impegni profession­ali ed istituzionali di questi ultimi.
Pertanto – giusto per tranquillizzare le Vostre gentilissime persone sul punto – chiariamo che giorn­o, luogo ed argomento dell’evento format­ivo svoltosi il 5 ma­ggio u.s. erano stati pianificati in tem­pi “non sospetti”, rispetto a quelli che avete definito nella nota trasmessa alla redazione di Cefal­ùweb, “appuntamenti giudi­ziari” del Sindaco di Cefalù .
Concludendo, mi perm­etto di suggerire, sommessamente ma con seria preoccupazione, alle consigliere Barranco e Piazza, e per loro a tutti col­oro che si qualifica­no rappresentanti dei cittadini, di racc­ogliere, per l’avvenire, le dovute infor­mazioni prima di ali­mentare polemiche co­involgendo in querel­le destinatari “sbag­liati”, che per ovvie ed evidenti ragion­i, dovrebbero essere tenuti indenni.