Termini d’Arte: presentato il libro “Uomini: questi sconosciuti” di Laura La Sala

Uomini: questi sconosciuti” è il titolo del libro di Laura La Sala,presentato lo scorso 26 maggio dall’associazione culturale Termini d’Arte presso i locali della società operaia Paolo Balsamo, che quest’anno ha celebrato i 136 anni dalla sua fondazione. L’associazione Termini  d’Arte, presieduta e fondata dalla poetessa Rita Elia,  si distingue  per le numerose iniziative culturali; tra queste ricordiamo il Premio Internazionale di Poesia Himera con una sezione speciale sull’archeologia e sui beni culturali ed ambientali in Sicilia, giunto alla VI edizione e al quale partecipano autori sia dall’Italia che dall’estero. Il raduno poetico, in occasione della giornata mondiale della poesia giunto quest’anno alla IX edizione,  i numerosi convegni legati all’antropologia, alla cultura e alle tradizione siciliana con la pubblicazione degli atti dei seminari, spettacoli, mostre e numerose altre attività culturali.

Storie di donne

L’opera di copertina del libro,  con una veste grafica pregna di significati, è stata realizzata da Jaya Martinelli.

Dietro al titolo ci sono storie di donne. Donne che vivono difficilmente il rapporto con l’altro sesso, donne maltrattate psicologicamente e fisicamente, donne e madri schiave dell’ignoranza del tempo. “Ci basto io a sacrificarmi per la famiglia. Sono sempre dietro a tuo padre come un cagnolino. Non ho mai un minuto per me stessa. Faccio la vita da feudataria. Mi piacerebbe qualche volta evadere da questa vita di campagna”, sono alcune delle frasi del racconto che Laura La Sala fa dire ad una madre che vive economicamente bene, ma che, al contrario di altre donne, vive il ruolo di madre come un sacrificio, mostrando così la voglia di volersi liberare non solo dal difficile compito di madre, ma anche dalle catene e dalla sottomissione di alcuni limiti maschilisti. Quello che esce fuori,  da questi racconti, è il periodo storico di trasformazione culturale e sociale, dove emerge la voglia di libertà e riscatto sociale da parte della donna.

La trama

Un avvincente e coinvolgente racconto in cui Laura La Sala, autrice e  poetessa di questo libro, rappresenta la Sicilia degli anni intorno al 1950, nella zona vicino Monreale, dove una famiglia di agricoltori viene colpita dal rapimento del figlio.“Cufù?”(Chi è stato?), era il disperato interrogativo che la famiglia si poneva alla ricerca del colpevole. Non sospettavano dei dipendenti dell’industria agricola di loro proprietà tanto più che li avevano rispettati, dando alle volte anche un modesto compenso. Ma i traditori stavano proprio lì, vicino ai loro occhi. Uno dei temi spinosi, ma al contempo significativo è quello del rapporto tra padroni e schiavi, mettendo in risalto l’invidia verso chi è benestante. Un altro aspetto di grande spessore è senza dubbio la religione come via di fuga e di speranza per chi ha sofferto. Da ciò, si capisce la fede e la consapevolezza della scrittrice devota alla provvidenza. Troviamo anche, come in tutti racconti della scrittrice, la rottura della prosa italiana con l’inserimento di parole e detti siculi, mettendo così in luce la sicilianità del libro.

La presentazione

Ad iniziare la presentazione del libro con delle musiche della tradizione siciliana,  sono stati, la cantante Francesca Amato e il chitarrista Francesco Maria Martorana, che hanno deliziato il pubblico anche successivamente gli interventi degli ospiti. Entrambi, con un curriculum impeccabile e ricco di soddisfazioni conseguite in varie parti del mondo. A dare i saluti iniziali è stata la vice presidente dell’associazione che ha ospitato questo evento, Santina Lo Cascio, la quale ha sottolineato e ricordato l’importanza di appartenere a questa meravigliosa terra e di essere siciliani. A coordinare, oltre che relazionare sul libro,  è stata la presidente di Termini d’Arte, Rita Elia, che durante il suo intervento ha sottolineato come la mentalità retriva dei tempi, ha condizionato inevitabilmente la vita di tante donne.

A seguire l’intervento di Rita Elia, con i saluti istituzionali, sono stati il sindaco Francesco Giunta, l’assessore alle politiche sociali, Rosa Lo Bianco e la presidente del consiglio comunale di Termini Imerese, Anna Amoroso, che hanno sottolineato il valore della cultura e della donna. È intervenuto  successivamente  lo storico termitano, cultore di testi popolari e poeta, Nando Cimino, il quale ha voluto evidenziare non solo l’evoluzione della donna negli anni, ma anche, l’integrità della figura femminile, che va sempre a cambiare e a seguire nuovi modelli. Ha preso per ultimo la parola, la scrittrice Laura La Sala, la quale ha concluso la presentazione con i ringraziamenti e la lettura della sua prima poesia che inaugura il suo primo libro dal titolo “La bambolina di pezza”, che non racchiude una semplice poesia, ma l’incipit  per il quale l’autrice ha iniziato a scrivere.

Chi è Laura La Sala?

Laura La Sala, donna, madre e moglie, nasce nel 1945 a Palermo. Nel mezzo del cammino della sua vita si ritrovò con una penna in mano credendo che i suoi sogni fossero svaniti. La sua storia iniziò così: a soli 58 anni iniziò a scrivere per un’esperienza in più, il racconto dal titolo ” La bambolina di pezza“. A distanza di 12 anni la scrittrice ha pubblicato quattro libri di narrativa e sei silloge di poesie, sia in vernacolo siciliano che in lingua. Vincitrice di numerosi premi, tra i quali: Premio di poesia in vernacolo Città di Raddusa; Premio in vernacolo siciliano a Napoli;  premio in lingua italiana “Guerriera per amore” ad Acitrezza; premio di poesia per l’opera ” Ci su scarpi e scarpi” a Somma Vesuviana;  Premio poesia in vernacolo siciliano ” Unni sii” e altri numerosi premi.

L’intervista

In occasione della presentazione a Termini Imerese del suo nuovo libro, la poetessa ha raccontato davanti le telecamere di Himeraweb.it  il significato del libro e del motivo per il quale ha deciso di iniziare a scrivere. 

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Le foto

Foto di Angelo Casà, gentilmente concesse per Himeraweb.it.