Il Real Madrid accetterà l’offerta, Cristiano Ronaldo alla Juventus

Cristiano Ronaldo alla Juventus è una “suggestione”. È quanto si apprende da un’autorevole fonte del club bianconero. Il dubbio principale riguarda la sostenibilità economica del trasferimento dell’asso portoghese dal Real Madrid: il costo del cartellino del cinque volte Pallone d’Oro è superiore ai 100 milioni di euro e il suo ingaggio è di circa 21 milioni, circa 3 volte di quanto percepisce Gonzalo Higuain. Da valutare anche la volontà di Cristiano Ronaldo: vuole davvero lasciare il Real Madrid con cui ha vinto 4 Champions, di cui le ultime tre consecutive, oppure vuole solo strappare un contratto ancora più faraonico? Jorge Mendes infatti starebbe trattando il rinnovo di contratto con il presidente Florentino Perez.

Ma dalla Spagna insistono: “Cristiano Ronaldo e’ sempre piu’ lontano dal Real, e a meno di inversioni di tendenza (non impossibili) il prossimo anno giocherà nella Juventus”. Marca insiste, ed evocando fonti ben informate assicura che il club di Florentino Perez e’ costretto ad accettare l’offerta di acquisto, che al momento vede in pole il club bianconero. Se infatti nel contratto di Ronaldo e’ inserita una clausola di 1.000 milioni di euro, una scrittura privata tra giocatore e Perez impegna il Real a non ostacolare la cessione se il giocatore lo chiede e se arriva un’offerta congrua: che a questo punto, sarebbe di 100 milioni al club e 30 netti a stagione al giocatore. Nella scrittura, si porrebbe un veto alle ‘rivali dirette’, e su questo Ronaldo punterebbe per facilitare la cessione alla Juve.

“E’ la Juve il club in pole position per ingaggiare Cristiano Ronaldo”, aveva anticipato il quotidiano Marca, solitamente molto ben informato sulle vicende Real Madrid. La notizia è pubblicata anche dal portoghese A Bola. Secondo Marca, che apre il giornale di oggi col titolo a tutta pagina “La Juve punta dritto su CR7”, il club bianconero è pronto a offrire 120 mln di ingaggio fino al 2022. La clausola di 1 miliardo, sottolinea sempre il giornale, è in realtà ampiamente trattabile “a cifre accessibili”. Cristiano Ronaldo era stato evasivo sul suo futuro dopo l’eliminazione dai Mondiali del ‘suo’ Portogallo. “Per ora non è il momento di parlare di futuro” aveva detto il Pallone d’Oro,restando sempre sempre in bilico, fra il desiderio di lasciare il Real Madrid e la sua ‘inaccessibilità’ economica, sia a livello contrattuale (ha chiesto al club un contratto di 40 milioni), sia a causa di una clausola rescissoria-monstre di mille milioni.

Il 3 aprile scorso il Real batte 3-0 in casa la Juventus, un evento che non accadeva dai tempi di Di Stefano. Ma a rimanere negli occhi – per la bellezza del gesto atletico – sarà  la perla del gol del 2-0 Cristiano Ronaldo. Dal 3 giugno in Champions Cr7 non aveva piu’ saltato un solo appuntamento con la rete, ma la rovesciata di quella sera e’ stato forse uno dei piu’ bel gol di tutti i tempi. In piedi ad applaudire il portoghese si e’ alzato tutto lo stadio, a battere le mani c’erano anche molti ultra’ della ‘Sud’, da sempre poco inclini ad esternare ammirazione per le prodezze degli avversari.

Ronaldo, il fuoriclasse mai sazio – Issandosi lassu’, vicino al cielo, quella sera del 3 aprile allo Juventus Stadium, Cristiano Ronaldo ha messo per una volta forse tutti d’accordo. Dopo quell’acrobatica rovesciata, a Kiev e’ arrivata anche la sua 5/a Champions e tante altre giocate d’autore. Di questo fuoriclasse, nato a Funchal il 5 febbraio 1985, si e’ ormai detto e scritto tutto. E’ considerato, insieme a Messi, il calciatore piu’ decisivo in assoluto dell’ultimo decennio, come anche i 5 Palloni d’Oro e la miriade di trofei e premi conquistati stanno li’ a dimostrare. E’ lui il padre-padrone del Portogallo e del Real Madrid, e’ lui che ha trascinato i lusitani alla fase finale dei Mondiali in Brasile: prototipo dell’ attaccante moderno, CR7 e’ un giocatore fantasioso, agile, potente, veloce. Se in forma, marcarlo diventa praticamente impossibile. Sa giocare per la squadra ed e’ dotato di un tiro preciso e velenoso. Se e’ vero che un giocatore non fa una squadra, CR7 rappresenta l’eccezione. Con lui, si dice, la sua squadra parte sempre dall’1-0 e, soprattutto, non e’ tipo di giocatore da sparire quando la posta si alza e il gioco si fa duro.

 

Se Pele’ e Maradona sono stati il calcio, se Crujff l’ha cambiato, se Messi e’ considerato da tutti la quintessenza del gioco piu’ bello del mondo, l’unico in grado di competere con quei ‘miti’, negli ultimi anni anche C. Ronaldo si e’ ripreso tutto: gloria, record, aggettivi e osanna dai quattro angoli del mondo. Dileggiato da Jose’ Mourinhocome la copia sbiadita di quello brasiliano, per il fuoriclasse portoghese c’e’ stato pero’ di recente anche l’endorsement di Gigi Buffon, non uno qualsiasi (“vale Maradona, Messi e Pele'”): parole che suonano finalmente come uno sdoganamento ufficiale per un calciatore che entra di diritto nell’Olimpo del calcio.

 

Anche se ci sara’ sempre chi – al di la’ dei numeri e delle cifre pazzesche (120 gol in Champions) – gli preferira’ la ‘Pulce’ per via di quel suo carattere spocchioso e arrogante, che pretende sempre il pallone tra i piedi e che si stizzisce quando i compagni sbagliano. Ma e’ anche quello che invita Chantal Borgonovo alla finale di Parigi, quello che si concede al tifoso invasore per un selfie, proteggendolo dagli animosi steward, quello che nelle sfide piu’ accese mostra sempre i muscoli cercando cosi’ di spronare i compagni piu’ timorosi. Oggi, a 33 anni compiuti, unico calciatore ad aver vinto nello stesso anno solare Champions, Europeo, Mondiale per club e Pallone d’oro, CR7 viene finalmente celebrato non tanto per quello che ha fatto ma per quello che e’: “Un marziano”. Capace di ribaltare le partite, vincerle da solo, mentre gia’ pensa a quella che verra’, perche’ i grandissimi campioni hanno sempre bisogno di nuove sfide e altri stimoli, e CR7 – sta qui la sua forza – non e’ mai sazio.

 

fonte Ansa.it