Operazione “Ghostbuster”: il tribunale del riesame accoglie il ricorso dell’avvocato Sciascia a sostegno del termitano Bellaville

Il tribunale del riesame ha accolto il ricorso dell’avvocato Fabio Sciascia a sostegno del termitano Salvatore Bellaville, arrestato durante l’operazione denominata “Ghostbusters” lo scorso 22 giugno.

L’accusa e la tesi difensiva

Il termitano Salvatore Bellaville sarebbe accusato del furto al cinema Eden di Termini Imerese e della ricettazione di alcune macchinette di caffè. Le accuse venivano supportate in entrambi i casi da intercettazioni ambientali.
Nel caso del furto al cinema un co-indagato faceva riferimento più volte ad un certo Totò, nel caso della ricettazione, invece per una somiglianza alla sua voce nel corso di un’intercettazione.
L’avvocato del foro di Termini Imerese, Fabio Sciascia, nel primo caso ha sottolineato come non ci fosse prova che il Totò fosse il Bellaville, dato che sono tante le persone che si chiamano Salvatore.

Mentre, nel secondo caso il legale di Bellaville ha sostenuto che le intercettazioni ambientali fossero realizzate in modo tecnicamente errato, poiché è impossibile che si possa riconoscere la voce di un soggetto che non si conosce.
Inoltre, c’è un altro aspetto tecnico: la ricettazione presuppone che il soggetto sia a conoscenza che i beni siano rubati. Dunque, secondo la tesi difensiva, anche ammesso che sia lui, non c’è prova che il Bellaville fosse a conoscenza delle macchinette del caffè come di cose rubate, quindi totale mancanza di elemento soggettivo del reato.

«Sono soddisfatto che il tribunale del riesame abbia accolto il mio ricorso. Ho sempre sostenuto che il mio cliente sia totalmente estraneo ai fatti che gli vengono contestati», ha commentato il legale di Salvatore Bellaville, avvocato Fabio Sciascia.