Petralia Sottana, i nastri colorati del corso sono preludio di festa. Torna la Cordella

Giorno 19 Agosto riapre il corso Paolo Agliata con nastri colorati, spighe, musiche e danze,a  Petralia Sottana e di nuovo festa,  come ogni anno, torna la  festa della Cordella.

Petralia Sottana è ricca di vari eventi, soprattutto nel periodo estivo, il più atteso da tutti , e più conosciuto, è il corteo contadigno degli sposi e il ballo pantomima della Cordella.

Il corteo

Entrambi gli sposi percorrono le strade cittadine a cavallo per ricordare il tragitto intrapreso dalla sposa accompagnata dal novello marito per giungere insieme nella
nuova abitazione lasciando alle spalle così, la dimora paterna, quando gli unici mezzi di trasporto erano gli animali.

La tradizione poggia le sue basi nella mitologia. Questo tipo di partenza infatti, ci riconduce alla separazione di Proserpina che lascia la madre Cerere lasciando il mondo terrestre per seguire lo sposo Plutone dio degli inferi. La dea,addolorata di non poter più di rivedere la figlia, viene dunque consolata con feste e giochi.

 

La sposa di Petralia Sottana indossa un bellissimo abito celeste polvere tendente all’ argentato, ornato da trine e merletti ed un mantello avorio. Fra le mani” la cunocchia” ( antico attrezzo utilizzato dalle donne per filare la lana) e il rosario come visibile segno di laboriosità, devozione familiare ed onestá. Lo sposo indosserà abiti di velluto blu e avrá posato sul capo , un caratteristico berretto ricamato con un nastro.

 

Il tipico ballo

Trattasi di una tradizione molto antica che trae ispirazione dai balli sull’aia . Giuseppe Pitré nelle sue storie delle tradizioni raccontava che questi balli con nastri colorati attaccati ad un palo, una volta erano tipici del carnevale e i ballerini erano tutti mascherati. Queste danze oramai tipiche,sono state riprese da vari gruppi folkloristici siciliani e sono orgogliosamente rientrati a far parte della storia della tradizione popolare.
Precisa l’assessore di Petralia Sottana, Lucia Macaluso, che<< il ballo Pantomima della Cordella è l’unica espressione Folkloristica inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana (REI). Ha ottenuto ufficialmente dal MIBAC (Ministero Beni e Attività Culturali) il marchio dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale ed è inserito tra gli eventi di Palermo Capitale della Cultura 2018>> . Per i petralesi questo è certamente un soddisfacente e senz’altro meritato riconoscimento.

Come ricorda Pitré, anche i dodici ballerini della Cordella di Petralia,il cui numero rimanda ai mesi dell’anno, danzano intrecciando fili colorati, ognuno un colore che vuole rappresentare le costellazioni e le stagioni, simbolo dello scandire del tempo e della vita. Altrettanto colorate sono le vesti delle gonne femminili , anche queste per simbologia, rimandano ai colori caratteristici della natura che durante l’anno riproduce variopinte e svariate bellezze. Da notare poi, le calzature maschili rilegate con poveri legacci e pelliccia di pecora che evocano l’antico mondo contadino ed il suo umile abbigliamento.
La danza, che viene accompagnata dagli strumenti musicali tipici della tradizione ( friscaletto, fisarmonica, schiacciapensieri o ” marranzanu”, chitarra),è oltretutto un gradito omaggio augurale agli sposi,di fortuna e di fecondità di prole. Il bastoniere, ovvero colui che regge il palo e dirigge le danze, recita dei ringraziamenti a Dio per l’esito del buon raccolto e invita al canto ed alla musica per celebrare in allegria i festeggiamenti. In una società prevalentemente agricola , il lavoro dell’uomo ed il suo sostentamento sono resi possibili da un’attenta semina e da un fruttuoso esito del raccolto. Ogni nuova famiglia che si forma,si affida dunque alla protezione divina di Gesù Cristo e poi,in particolare, anche alla Madonna dell’Alto, che posta in un’altura dove per lei è stato consacrato un santuario che si affaccia su Petralia e meta di tantissimi pellegrini,da secoli ha sempre protetto gli abitanti di Petralia Sottana ed assistito all’evoluzione delle loro vite da generazione in generazione vegliandoli con materno amore.

Le foto

Foto a cura di Fabio Macaluso