Abusò di una minorenne ad Aliminusa, condannato don Paolino Marchese

È stato condannato dalla cassazione don Paolino Marchese, il parroco che abusò di una minorenne di Aliminusa. Lui ha sempre parlato di una “storia d’amore” nata tra i due quando lei aveva ancora 13 anni. Lei ha affermato di sentirsi la sua “fidanzata”, negando le violenze.  Per l’uomo però, è arrivata la condanna definitiva. 

La vicenda

La vicenda arriva da Aliminusa ed è iniziata quando la ragazza aveva solo 13 anni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la storia sarebbe cominciata quando la ragazzina, all’epoca tredicenne, confidò al parroco il desiderio di diventare suora. Da quel giorno la ragazza avrebbe iniziato a frequentare assiduamente la parrocchia dove esercitava don Paolino, quest’ultimo si sarebbe avvicinato a lei con la scusa di accompagnarla nel suo percorso vocazionale.
Da quanto raccontato dal parroco, col passare del tempo tra i due sarebbe nata un rapporto d’amore, che sarebbe proseguito per anni, fino alla scoperta dei genitori della ragazza, nell’estate del 2014.
Successivamente partì l’inchiesta da parte dei Carabinieri della compagnia di Termini Imerese. 

Il processo

I giudici ascoltarono ed esaminarono entrambe le versioni, a seguito delle quali stabilirono che l‘ultimo abuso risalirebbe a quanto la ragazza aveva 16 anni, perché è stato escluso che i rapporti avuti dopo il compimento dei 16 anni e terminati dopo il compimento della maggiore età fossero non consenzienti.
Al processo di primo grado il parroco racconto della storia d’amore tra i due. Inoltre, la stessa ragazza, come sottolinearono più volte i difensori del parroco, nelle sue deposizioni
 negò sempre di essere stata vittima di violenza. Arrivando, infine, ad affermare di sentirsi la fidanzata di don Paolino.

La condanna

Nonostante le diverse versioni della ragazza e quanto da essa affermato, il Gup Sabina Raimondo, condannò il prete a sei anni di reclusione.  Oltre ad un risarcimento pari a 200 mila euro.
La sentenza venne poi riformata dalla terza sezione della Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Raimondo Loforti. il quale accolse in parte la linea della difesa e ridusse la pena si sei mesi.
Il verdetto è stato confermato dalla Cassazione, che ha condannato l’ex parroco a scontare una pena di cinque anni e sei mesi.