Crollo ponte Morandi: i funerali di stato delle vittime e le loro storie

Si sono svolti questa mattina, alle ore 11.30, i funerali di stato per le vittime del ponte Morandi di Genova. A celebrare la messa funebre è stato il Cardinale Angelo Bagnasco all’interno del padiglione Jean Nouvel del capoluogo ligure. 19 sono le bare che sono state schierate di fronte all’altare, tra le vittime anche un francese e due piccoli bambini. Gli altri familiari, invece,  hanno deciso di celebrare i funerali privatamente. Tra i volti straziati e il dolore dei familiari, erano presenti anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Il ministro Matteo Salvini, il presidente della camera e del senato, Roberto Fico e Casellati. 

Altre vittime ritrovate

Continuano i lavori incessanti dei vigili del fuoco per i recupero delle altre vittime sotto le macerie del ponte.  Intorno alle 3 di notte, i soccorritori hanno ritrovato una  Hyundai, all’interno della quale sono stati trovati i resti di un’intera famiglia bloccati  tra uno dei piloni della struttura crollata sull’argine sinistro del Polcevera. Oggi, invece, è stato ritrovato il tedesco disperso. Le vittime, dunque risalgono a 42.

I nomi delle vittime e le loro storie 

Andrea Vittone, 49 anni, la compagna, Claudia Possetti, 48 anni, Manuele e Camilla Bellasio, di 16 e 12 anni, figli della donna hanno perso la vita senza rendersi conto prima di arrivare alla meta.

Andrea Cerulli,48 anni, genovese: era un portuale della Culmv. In quella giornata stava andando al lavoro al terminal Vte.

 Maria Boccia 24 anni, napoletana , ma residente ad Arezzo, è morta anche lei insieme al fidanzato Carlos Jesus Trujillo di 27 anni.

Roberto Robbiano, 44 anni, tecnico informatico dell’azienda Selt è moro insieme alla moglie Ersilia Piccinino, di 41, e il loro piccolo Samuele, di 9 anni. Stavano andando ad imbarcarsi per andare in vacanza in Sardegna.

Marta Danisi, di 29 anni, infermiera siciliana e Alberto Fanfani di 42, medico fiorentino specializzando in Medicina interna. Anche loro mentre tornavano dalle vacanze si sono ritrovati tra le vittime.

Juan Ruben Figeroa Carrasco, artigiano cileno di 68 anni, morto insieme al  all’amico Juan Carlos Pastenes, 64 anni, chef. Originario di Santiago del Cile. Con loro anche la moglie di Juan Carlos, Nora Rivera, anche lei morta nell’urto.

Elisa Bozzo, di 33 anni, genovese, partita  da Busalla viaggiava su una Opel nera. Dopo l’appello di speranza degli amici, ieri sera la triste notizia.

Francesco Bello,  di 41, anche lui genovese : da tempo abitava a Pegli con la compagna, dove si stava recando prima di morire. 

Luigi Matti Altadonna , di 34 anni, genovese. Lavorava per il grande magazzino “Mondo Convenienza”, anche lui vittima.

Gennaro Sarnataro, di43anni, abitava in provincia Napol. Si occupava di trasporto di ortofrutta ed è morto stava rientrando in Italia dalla Francia.

Bruno Casagrande di 57 anni , di Reggio Calabria e Mirko Vicini di 31 anni. Entrambi  operai dell’Amiu, morti mentre si trovavano nell’isola ecologica. 

Antonio Stanzione di 29 anni, Gerardo Esposito  di 26, Giovanni Battiloro, di 29, Matteo Bertonati, di 26 napoletano. Stavano andando per le vacanze in Spagna.

Vincenzo Licata, di 57 anni abitava a Grotte in provincia di  Agrigento. Prima di essere una vittima stava attraversando il ponte con il suo mezzo pesante. Lavorava come autotrasportatore. 

Alessandro Campora, di 55 genovese. Lavorava per Aster, dove ha perso la vita. 

Marjus Djerri, di 22 anni,  giocatore della rosa del Campi Corniglianese e Edy Bokrina, entrambi  originari dell’Albania. In quell’istante si trovavano sul furgone  della EuroPulizia per andare ad effettuare alcuni lavori in una ditta di Rapallo. Tutti e quattro francesi che si stavano dirigendo per limbarco per andare in Sardegna.

Tutte vittime del crollo, che ha strappato vite intere, persone normali che stavano andando in vacanza, a lavorare o a trovare i parenti per festeggiare il ferragosto, che si sono spente senza rendersi conto, inghiottiti da qualcosa che poteva essere evitata, ma che purtroppo ha recato un danno veramente grande. Un episodio, dunque, doloroso, che dovrebbe essere d’esempio per far si che ciò non accada più. 

Le foto di alcune  vittime del ponte Morandi