Mentre il mondo corre distratto si moltiplicano i disagi per i disabili del comprensorio Imerese

«La disabilità. Una punizione inflitta a dei genitori, o loro avi, scampati ad una giusta condanna divina, perché il diavolo ci mise la coda o per una “proroga” concessa da supplichevole clemenza o per intercessione di qualche santo birichino? Perché rivalersi su degli innocenti che non possono difendersi in alcun modo? Ma Dio è così crudele, vendicativo, spietato? La sua misericordia dove sta? La sua giustizia? Chissà cosa accadrà nell’ora del giudizio finale: o assolverà tutti o…se ne laverà le mani, come fece Ponzio. Medievali credenze popolari o ottusità senza età?
I disabili, questi obbrobri, una deturpazione della bellezza della vita, un peso sociale…O una fonte di ricchezza per tanti enti, pubblici e privati?»

Questo ennesimo sfogo di Salvatore, pieno di rabbia perché scaturito da incomprensioni, da disprezzo, da indifferenza, dovrebbe far riflettere ancora una volta.
Uno stato, culturalmente e tecnologicamente avanzato, si dimentica di dei cittadini che, seppure in minoranza, relativa, sono in continua crescita. Anche tu che leggi, sai che sei un potenziale privilegiato?

Anche nel corso della tua esistenza puoi ammalarti gravemente, subire degli interventi che possono menomarti (al contrario di quelli di chirurgia estetica che ti rendono più giovane e bello), puoi divenire cieco, deformarti, perdere uno o più arti o divenire tetraplegico, diventare un rottame e la morte non ti è amica, anzi, sadicamente ti fa vivere, per la sua gioia.
Difficile sensibilizzare che sta bene e vuole solamente divertirsi, spensieratamente, con meno preoccupazioni possibili.
I drammi che hanno da vivere i normali sono tanto angoscianti: a “munnizza”, le cachet di El Kan per la strada, il parrucchiere maledetto che ha sbagliato tinta, rosso ciclo invece di verde pisello, il successo ed il protagonismo anelato da milioni di sciocchi.

La lettera del pollinese Salvatore Cangelosi

«Oggi voglio occuparmi di un tema che tocca il “core” della disabilità.
Quello che quasi mai viene compreso veramente dai tanti. Per introdurlo vi faccio una domanda: avete  provato, almeno una volta nella vostra vita, un periodo di completa immobilità, un periodo nel quale, per un motivo di  disparata natura o genere, non potevate muovervi o camminare?
Ecco, se ripensate a quel momento, potete più facilmente avvicinarvi alla comprensione del problema.
Persone come me, sempre, continuamente, senza remissione vivono come in quel periodo della vostra vita.
Nella nostra società attuale, viviamo condizioni di grave disagio anche solo restando senza auto.
Non essere autonomo nel movimento diventa una vera e propria prigione a vita. Proprio per fare fronte alle gravi problematiche motorie della disabilità, nel 1992 viene reso attuativo un provvedimento di legge che vede la possibilità per il disabile motorio di avere access agevolato alle zone ZTL delle città e ai parcheggi gialli e blu, mediante esposizione di uno specifico cartellino, valido per tutta l’UE (art 381 DPR 495/92).
Il contrassegno prevede possibilità di parcheggio per disabili (anche temporanei) con capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta.
Il cartellino è concesso i tutti i comuni, presentando necessaria ed adeguata documentazione. E fin qui…direte voi, abbiamo risolto. Invece No!
Il problema  è sul “sensibilmente” ridotto.
Qui si sono aperte polemiche, anche parlamentari, infinite ed infinite strumentalizzazioni.
In particolare, la richiesta è quella di ammettere al cartellino tutte le disabilità psichiche, non tanto per ridotta mobilità, quanto per ridotta autonomia.

Poi anche qui, come nel caso precedenza, soluzioni diverse da comune a comune, con diverse interpretazioni.
Ho pubblicato ieri il mio manifesto programmatico, ovviamente più relativo al territorio della mia consulta, Palermo.
Qui esprimo la mia ferma protesta nei confronti di quello che sembra uno sport di moda: parcheggio libero e selvaggio davanti agli scivoli di accesso.

Il cartellino è sicuramente un aiuto, ma di fronte a tanta inciviltà, ci vogliono leggi e controlli più rigorosi, leggi più rigorose devono per forza essere più chiare e dettagliate, altrimenti la furbizia e l’arroganza la fanno da padrone.
Devo però fare un appunto anche alla categoria: basta polemiche arrabbiate, stupide e divisive.
Nel 2018 dobbiamo usare metodo, dobbiamo entrare nella dinamica del “problem solving” analizzando patologia per patologia e cercando le più importanti necessità per la patologia stessa, non lasciando spazio ad interpretazioni “personalistiche”. Non si è più aggiornato il nomenclatore per gli ausili tecnologici fermo, come dice un servizio delle iene mai andato in onda, ai cellulari targati 1999! Come possiamo trovare un’ unica soluzione a problemi gravi e diversissimi?
In certi casi il parcheggio è vitale, in certi casi è vitale l’accompagnatore, in certi casi (chiamiamoli da codice rosso) sono necessari tutti e due. Dire che tutti i disabili hanno diritto al parcheggio senza distinzione tra motori e psichici, è una falsa soluzione al problema, è una soluzione “politica”, apparentemente democratica, che in realtà crea ingiustizia.
I parcheggi dedicati disponibili sono sempre pochi, se un disabile motorio grave trova il parcheggio dedicato occupato da chi comunque può’ camminare, ovviamente con gli opportuni aiuti, perde un diritto necessario. Ci vuole ripeto una legge chiara ed articolata, con controlli continui, per evitare i troppo furbi che tolgono credibilità a tutta la categoria. Come nel caso delle precedenze, una legge nazionale. Questo, a mio parere, lo spirito del ministero delle disabilità. Nel mio manifesto ho scritto: “I have a dream”. Sogno un giorno dove, comodamente da casa, per via telematica, un disabile avente diritto può chiamare un taxi dedicato ed essere autonomo per le sue commissioni anche se non ha famiglia o patrimoni familiari che lo sostengono – Art 2 della costituzione – vorrei non dover più piangere quando lo leggo.

Come disabile, ma soprattutto come italiano.
Dite che è solo un sogno?
Dite che è chiedere troppo?
Seguitemi perché presto parleremo di un tema “cool” :disabilità e autostrade.
Ad maiora

Salvatore Cangelosi responsabile consulta Lega disabilità Palermo
Con la collaborazione di Viviana Dorotea La Rossa