Palermo abbraccia il Papa

Papa Francesco lo scorso 15 settembre in visita a Palermo in occasione della ricorrenza dell’omicidio di don Pino, Puglisi,  è stato accolto dai fedeli palermitani con un immenso abbraccio e con tanti calorosi applausi. Dopo la funzione religiosa, il Papa ha pranzato da fratello Biagio Conte insieme ai poveri. Nel primo pomeriggio si è recato in forma privata nel quartiere  Brancaccio e a casa del Beato Pino Puglisi, in piazza Garibaldi. In seguito, si è recato in cattedrale, dove ha incontrato il clero, i religiosi e i seminaristi. Infine, il Santo Padre ha concluso la tappa in Sicilia in piazza Politeama, dove ha parlato ai milioni di giovani presenti.  

Palermo abbraccia il Papa: milioni di fedeli al Foro Italico

Più di 80.000 fedeli ieri al foro Italico per vedere il Santo Padre. Tanta gente per un avvenimento così importante e raro, proveniente da tutta la Sicilia è accorsa per il grande evento. Nella prima mattina l’elicottero proveniente da Enna su cui viaggiava Papa Francesco è atterrato al porto di Palermo dove è stato accolto dall’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice, dal presidente dalla regione Sicilia, Nello Musumeci, dal prefetto di Palermo, Dott.ssa Antonella De Miro, e dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.  

Il Papa in ricordo di Padre Puglisi: “Non viveva per farsi vedere…ma seminava il bene”

Il Santo Padre al Foro Italico, durante la celebrazione eucaristica, ha così ricordato padre Puglisi: “Cari fratelli e sorelle, oggi siamo chiamati a scegliere da che parte stare: vivere per sé o donare la vita . Solo dando la vita si sconfigge il male. Un prezzo alto, ma solo così lo si sconfigge. Don Pino lo insegna: non viveva per farsi vedere, non viveva di appelli anti-mafia, e nemmeno si accontentava di non far nulla di male, ma seminava il bene, tanto bene. La sua sembrava una logica perdente, mentre pareva vincente la logica del portafoglio. Ma padre Pino aveva ragione: la logica del dio-denaro è sempre perdente. Guardiamoci dentro. Avere spinge sempre a volere: ho una cosa e subito ne voglio un’altra, e poi un’altra ancora e sempre di più, senza fine. Più hai, più vuoi: è una brutta dipendenza. È una brutta dipendenza. È come una droga. Chi si gonfia di cose scoppia. Chi ama, invece, ritrova se stesso e scopre quanto è bello aiutare, quanto è bello servire; trova la gioia dentro e il sorriso fuori, come è stato per don Pino”.

 

In ricordo di Padre Puglisi il Papa continua“Venticinque anni fa come oggi, quando morì nel giorno del suo compleanno, coronò la sua vittoria col sorriso, con quel sorriso che non fece dormire di notte il suo uccisore, il quale disse: «c’era una specie di luce in quel sorriso». Padre Pino era inerme, ma il suo sorriso trasmetteva la forza di Dio: non un bagliore accecante, ma una luce gentile che scava dentro e rischiara il cuore. È la luce dell’amore, del dono, del servizio. Abbiamo bisogno di tanti preti del sorriso. Abbiamo bisogno di cristiani del sorriso, non perché prendono le cose alla leggera, ma perché sono ricchi soltanto della gioia di Dio, perché credono nell’amore e vivono per servire. È dando la vita che si trova la gioia, perché c’è più gioia nel dare che nel ricevere (cfr At 20,35). Allora vorrei chiedervi: volete vivere anche voi così? Volete dare la vita, senza aspettare che gli altri facciano il primo passo? Volete fare il bene senza aspettare il contraccambio, senza attendere che il mondo diventi migliore? Cari fratelli e sorelle, volete rischiare su questa strada, rischiare per il Signore? Don Pino, lui sì, lui sapeva che rischiava, ma sapeva soprattutto che il pericolo vero nella vita è non rischiare, è vivacchiare tra comodità, mezzucci e scorciatoie. Dio ci liberi dal vivere al ribasso, accontentandoci di mezze verità. Le mezze verità non saziano il cuore, non fanno del bene. Dio ci liberi da una vita piccola, che gira attorno ai “piccioli”. Ci liberi dal pensare che tutto va bene se a me va bene, e l’altro si arrangi. Ci liberi dal crederci giusti se non facciamo nulla per contrastare l’ingiustizia. Chi non fa nulla per contrastare l’ingiustizia non è un uomo o una donna giusto. Ci liberi dal crederci buoni solo perché non facciamo nulla di male. “È cosa buona – diceva un santo – non fare il male. Ma è cosa brutta non fare il bene”. Signore, donaci il desiderio di fare il bene; di cercare la verità detestando la falsità; di scegliere il sacrificio, non la pigrizia; l’amore, non l’odio; il perdono, non la vendetta.”.

 

Foto a cura di Mariangela Balsamo