Test di medicina a Palermo: qualcuno ha barato?

Quest’anno, ad affrontare il test d’accesso alla facoltà di Medicina, sono stati in 59.743 candidati sui 67.005 iscritti inizialmente alle prove.
Il 67,7% di essi è risultato idoneo, ossia ha totalizzato i venti punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e quindi alla successiva distribuzione dei posti disponibili. I presunti furbetti sarebbero circa un migliaio ed avrebbero utilizzato il cellulare durante i test eludendo la vigilanza dei commissari.
Questi dati derivano da un’indagine svolta da Antony Russo, un esperto di analisi della rete che sta collaborando con gli avvocati interessati a questo caso, ossia Francesco Leone e Simona Fell, soci fondatori dello studio legale palermitano Leone-Fell & associati.
Inoltre, ci sarebbero anche altri dati significativi che convincerebbero sempre di più i due avvocati che ci sia stata una vera e propria violazione della legge, come ad esempio gli elementi emersi dalle analisi sulle ricerche effettuate su Google.

Il monitoraggio avvenuto il 4 settembre fra le 10:00 e le 13:00, orario coincidente alla durata del test, ha infatti evidenziato come molte delle parole chiave di alcuni quesiti contenuti nel test, siano state protagoniste di numerosi picchi di ricerca irregolari.
Ulteriori prove di una irregolarità, provengono da un’ analisi che prende in considerazione cinque parole ed il numero di volte in cui sono state cercate nell’arco di quattro anni (dal 2015 al 2018) nello stesso momento dello svolgimento del test; questo ha dimostrato che mentre negli anni precedenti al 2018 le ricerche relative a questi termini erano esigue, quest’anno sono state raggiunte cifre vertiginose.

Di fronte a questi dati dunque, gli avvocati ritengono che la magistratura abbia i dati oggettivi necessari per avviare le indagini e credono di avere argomenti validi per poter proporre una class action ed un esposto alla Procura della Repubblica, in collaborazione con la Rete universitaria nazionale e l’ Avv.Andrea Merlo che proporrà il ricorso penale, al fine di tutelare e preservare il diritto allo studio ridonando forza e dignità alle speranze di quei ragazzi con il sogno di diventare medici.