A Ciminna cerimonie in ricordo del carabiniere scelto Clemente Bovi

In occasione della ricorrenza del 59° anniversario dell’eccidio del Carabiniere Scelto Clemente Bovi, medaglia d’oro al valor militare alla memoria, alle 16.00 nel cimitero di Ciminna è stato deposto un cuscino di fiori sulla tomba del decorato, a seguire è stata posta una corona di fiori presso la lapide in piazza Umberto I e successivamente, presso la chiesa Madre è stata celebrata la Santa Messa. Alle 17.45 in via Giovanni Falcone, è stata inaugurata la sede sociale dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Ciminna intitolata allo stesso Carabiniere scelto BOVI.

La dichiarazione del figlio

Il figlio del decorato, nonché Presidente dell’A.N.C. Vito Andrea BOVI ha dichiarato: “Ha manifestato tutta la sua commozione ed il suo orgoglio per la scelta di intitolare la sede della locale A.N.C. alla figura di suo padre”.

La dichiarazione del sindaco

Il sindaco dott. Vito Filippo Barone “dopo aver sottolineato l’importanza della cultura della legalità e del ruolo svolto dagli istituti scolastici nella sua diffusione, ha manifestato tutta la sua soddisfazione per l’impegno quotidiano profuso dall’Arma in servizio sul territorio e per l’opera svolta, senza risparmio, dall’Arma in congedo nelle attività di volontariato”;

La dichiarazione del colonnello Di Stasio

˗ il Colonnello Antonio Di Stasio – Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo “ha sottolineato l’importanza della scelta effettuata dall’Amministrazione Comunale e dal Presidente dell’A.N.C. di collocare la sede della neo costituita sezione all’interno dei locali della Scuola primaria e dell’infanzia di Ciminna, sancendo così, a livello simbolico, un legame tra il passato, ovvero l’Arma in congedo ed il futuro, costituito dalle nuove generazioni”.

 

Alla commemorazione erano presenti altri Sindaci del comprensorio, una nutrita rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e la Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri Sicilia che si è esibita in un concerto per la cittadinanza.

La cerimonia ha trovato la sua massima esaltazione quando le Autorità hanno voluto premiare gli studenti che si sono distinti nel concorso sul tema: “La Legalità in una Società in continua evoluzione. Qual è il ruolo affidato alla scuola e quali gli stimoli offerti dagli atti di eroismo per realizzare la Società del futuro.”

Alcuni cenni storici

Clemente BOVI nacque a Ciminna il 28 ottobre 1926 da una famiglia di operai che aveva visto perdere due figli durante il secondo conflitto mondiale. Si era arruolato il 19 maggio 1946 e nominato Carabiniere, era stato destinato alla Legione di Milano e nel 1948 alla Legione di Messina e successivamente, nel marzo 1950 a quella di Palermo. Nell’agosto del 1957 fu trasferito nella sua ultima sede, la Stazione Carabinieri di Caltabellotta (Ag). Nel luglio di quell’anno sposò la Signora Maria PERI, sua compaesana, e dalla loro unione, il 18 giugno del 1959 nacque il figlio Vito Andrea. La sera dell’8 settembre 1959 Clemente BOVI, dopo aver trascorso un permesso presso la propria famiglia a Ciminna con la quale aveva assistito alle celebrazioni per la festa del patrono San Vito, aveva lasciato la giovane moglie e il figlioletto per fare rientro alla stazione di Caltabellotta. Viaggiava a bordo di un’autovettura privata condotta da un amico, quando sulla statale 116 a 6 km da Corleone poco prima delle 2 di notte, i due trovarono la strada interrotta da grosse pietre da te tre automezzi fermi con gli occupanti a bordo. Il giovane militare capito subito la situazione: alcuni banditi (si accerterà che erano sei, tutti i pregiudicati di Gibellina, specializzati in quella forma di rapina cosiddetta “a passo”) avevano bloccato in sequenza i tre mezzi con a bordo dieci persone in tutto, depredandole di denaro e preziosi ed ora si apprestavano a derubare anche loro due. Ma il Bovi deciso di non accettare quella prepotenza, saltò fuori dalla macchina, si gettò sul bordo della strada ingaggiò un conflitto a fuoco nel buio completo contro gli unici due banditi al momento visibili, uccidendone uno e ferendone l’altro. Purtroppo non poteva sapere che c’erano altri quattro assassini nascosti, che aprirono il fuoco contro di lui, uccidendolo con una fucilata al petto. La sua azione consentirà l’identificazione di tutta la pericolosa banda, ma ad un prezzo veramente alto soprattutto per il piccolo figlio di 3 mesi. Nel 2011 Vito Andrea Bovi, figlio dell’Eroe che ha svolto in gioventù servizio nell’Arma, ha onorato la memoria paterna con il libro “Un eroe semplice”.