Attivisti dei centri sociali o militanti di Casapound: dubbi su chi abbia attaccato per primo

Fatto certo è che a Bari la violenza c’è stata ma da chi è stata scaturita? Chi ha iniziato? Queste sono state le domande che tutti si sono posti nelle ore successive all’accaduto ed alle quali ancora oggi non si riesce a dare una risposta certa.
Inizialmente si era detto che fosse stato un attacco squadrista portato avanti dai Fascisti 2.0 di Casapound a scapito di alcuni manifestanti di sinistra e della europarlamentare Eleonora Florenza, di Potere al Popolo, partito di estrema sinistra.
Molto spesso però, dare conclusioni affrettate potrebbe risultare un errore ed è per questo che andremo con ordine.

Gli scontri

Il 21 settembre, il quartiere “Libertà” di Bari è stato completamente blindato a causa di una manifestazione “antirazzista” chiamata “Mai con Salvini”; a conclusione di questa, inaspettatamente, in via Eritrea, i manifestanti del corteo ed i militanti di Casapound si sono ritrovati faccia a faccia. È a questo punto che si differenziano le due versioni, una portata avanti dalla europarlamentare e dai manifestanti appartenenti ai centri sociali e l’altra sostenuta da Casapound.
I primi sostengono che una volta finito il corteo abbiano incontrato una donna di colore con una carrozzina molto preoccupata a causa della presenza dei neofascisti di Casapound e per questo siano rimasti con lei, fino a quando sono stati raggiunti dai Fascisti che hanno cominciato a colpirli con spranghe e cinghie.
La seconda versione invece, sostenuta da Casapound, ci mette di fronte ad uno scenario completamente diverso, nel quale i manifestanti, una volta finito il corteo, non si siano dispersi ma bensì abbiano cercato di arrivare in via Eritrea, dove si trova la sede di Casapound per assaltarla e marchiarla col simbolo “A” di anarchia.
Una volta ascoltate le due versioni risulta dunque difficile capire dove effettivamente stia la verità.
Un altro fatto certo però è che a poche ore dall’accaduto, la sinistra, da Boccia a Fassina, si sia compattata nel donare la propria solidarietà ai manifestanti e nel condannare il presunto attacco squadrista di matrice fascista,chiedendo inoltre al Ministro dell’Interno di rispondere in Parlamento su quanto accaduto, il quale ha rotto il silenzio con queste dichiarazioni : “Se uno pesta un altro essere umano, può essere giallo, rosso o verde, ma il suo posto è la galera. Poi da ministro dell’Interno devo andare oltre la notizia. Da ministro dell’Interno ho il dovere di andare oltre le notizie dei giornali. Quindi, per capire bene, mi baso sulle fonti dirette della polizia altrimenti questa estate avrei dovuto inseguire dei lanciatori di uova, che lanciavano uova a caso…”.