Operazione carabinieri: sequestro preventivo a nove dirigenti della Rap

Su delega della Procura della Repubblica di Palermo, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela del Lavoro hanno dato esecuzione ad un  decreto di sequestro preventivo per equivalente emesso nei confronti di 9 soggetti (figure apicali del consiglio di amministrazione e dirigenti della RAP s.p.a.), indagati a vario titolo per peculato e reati in materia di falso.

I controlli

Il 13 giugno 2016, i militari del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro in Sicilia, effettuavano un accesso ispettivo ad un cantiere stradale nel centro di Palermo, ove erano in atto lavori di rifacimento del manto, ad opera della RAP spa, ditta municipalizzata a partecipazione totale del Comune di Palermo.

Nella circostanza venivano deferiti in s.l. 8 soggetti (figure apicali del consiglio di amministrazione e dirigenti dell’organismo in house) per una serie di violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro; veniva inoltre riscontrata la presenza di 31 lavoratori irregolari.

Al termine della procedura di cui al D.Lgs. 758/94, gli 8 soggetti venivano ammessi al pagamento delle sanzioni in sede amministrativa, ritualmente versate per un importo di € 57.278,20.

Le indagini

Da successivi accertamenti, appositamente delegati dalla Procura della Repubblica di Palermo, emergeva che gli indagati avevano oblato le sanzioni pecuniarie non con rimesse personali ma con il denaro pubblico della società municipalizzata, attraverso un sistema di false attestazioni che coinvolgeva anche un ulteriore soggetto, dirigente dell’area finanza e bilancio della RAP.

Analoga fattispecie di reato veniva posta in essere in relazione a sanzioni per reati ambientali, accertati dal Corpo della Polizia Municipale di Palermo e dall’ARPA, per un importo di € 6.500,00 (la municipalizzata si occupa anche della raccolta dei rifiuti in città).

Il sequestro preventivo

Il 24 gennaio u.s., il GIP presso il Tribunale di Palermo, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, emetteva decreto di sequestro preventivo per equivalente nei confronti dei citati 9 soggetti, al fine di preservare le somme indebitamente sottratte dal patrimonio dell’ente in house per oblare le sanzioni comminate ai singoli responsabili.