Tensione tra gli operai ex Fiat: segretario Fiom contro M5S

Al secondo giorno di protesta degli operai ex Fiat di Termini Imerese (clicca qui) scoppia una nuova polemica tra il segretario della Fiom Sicilia, Roberto Mastrosimone e gli esponenti del Movimento 5 Stelle. Un nuovo comunicato arriva da Mastrosimone, indignato dalle dichiarazioni rilasciate nel comunicato stampa dagli esponenti termitani del M5S Luigi Sunseri, Loredana Russo e Antonella Campagna (clicca qui per leggere cosa hanno detto).

Il comunicato del segretario Fiom Sicilia

«Siamo stati definiti “complici” dal Movimento 5 Stelle – ha affermato Mastrosimone – proprio da chi si crede politico e che non conosce affatto la storia della vertenza e chi sono i soggetti che si sono battuti da sempre per questi lavoratori. Forse gli esponenti termitani non sanno che i segretari territoriali di Termini Imerese che hanno seguito negli anni la vertenza (il sottoscritto, Vincenzo Comella e Giovanni Scavuzzo Battaglia), siamo dipendenti Blutec, siamo stati dipendenti Fiat e quindi, a noi personalmente toccavano le decisioni prese per tutti. Saremmo stati complici contro noi stessi?

Il 31 dicembre del 2011 la Fiat decise di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese e allora il governo Berlusconi assieme al partito di Salvini (allora Lega Nord) decise di non fare niente per impedire una scelta del genere che avrebbe messo in ginocchio un territorio, compresi i 2500 lavoratori ex Fiat e indotto – ha spiegato Mastrosimone -.La Fiat nel silenzio del governo e con la complicità di molti esponenti politici, compresi molti politici di oggi, hanno lasciato da soli i lavoratori.

Infatti, quando il 15 ottobre del 2014 la Fiat annunciava il licenziamento collettivo di tutti i dipendenti di Termini Imerese i lavoratori, sempre nella loro solitudine, non hanno visto manifestazioni di sostegno soprattutto di alcuni politici di oggi che si professano sostenitori dei lavoratori ex Fiat e indotto – ha concluso il leader della Fiom Sicilia –. Noi non abbiamo avuto possibilità di scegliere perché il passaggio da Fiat a Blutec l’hanno deciso altri (governo Renzi e Lingotto), noi difronte all’annunciato licenziamento che sarebbe scattato il 31 dicembre 2014 e con il coinvolgimento dei lavoratori (ciascuno di loro ha votato) abbiamo accettato il trasferimento per impedire appunto il licenziamento collettivo.

Peccato perché noi organizzazioni sindacali ci ricordiamo cosa vivevano i lavoratori in quei giorni, quando si avvicinava il 31 dicembre 2014, data in cui la Fiat aveva, con lettera ufficiale, stabilito il licenziamento di tutti i dipendenti».